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cena beneficenza castellarano

(03/07/2010 - 12:38)

martedì 6 luglio - presso la festa PD - Castellarano

UNITI PER LA BOLIVIA

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Casa de los Niños, Natale 2009

aristide (25/12/2009 - 18:44)

 

 

“Quando arriva Natale?”, chiede più volte ansioso Sebastian nei giorni che precedono questa festa così speciale per i bimbi e per i grandi.

 

Natale arriva così, nella Casa de los Niños di Cochabamba: è proprio Sebastian che mi sveglia in pianto alle 4 del mattino perché vuole andare in bagno e in stanza non c’è luce. Mentre lui è in bagno, guardo fuori dalla finestra, dalla stanza dei bimbi, per vedere come sarà il tempo. Le nuvole stanno riempiendo il cielo, mi dispiace proprio: ieri era una giornata bellissima, piena di sole ed anche a sera dominavano le stelle. Avverto i primi tuoni in lontananza. Prego, dentro di me, affinché non piova. In genere, a Natale, piove dopo le 4 del pomeriggio, quando la nostra festa è finita. Invece, quest’anno, la pioggia arriva sin dal mattino, rendendo la giornata triste e uggiosa: come faremo con i preparativi se la pioggia ci disturba?

 

A dire il vero, la sera prima, ci eravamo trovati tutti insieme per la messa e  per scambiarci i regali a sorpresa. Ogni famiglia doveva pensare qualcosa di speciale per un’altra famiglia, senza farsi scoprire e senza spendere soldi: un regalo della fantasia e dell’amore. Una sorpresa molto riuscita e  gradita da parte di tutti, con un abbraccio e un brindisi a suggellare questo primo momento di festa. Anche qui una sorpresa fuori programma: al momento del brindisi, spariscono 7 bottiglie di spumante. Non sapremo mai che fine hanno fatto, ma è Natale e non tempo di investigazione.

 

Alle 6 del mattino, chiamano per telefono: non è per fare gli auguri dall’Italia, come sempre succede a chi non tiene in conto la differenza di fuso orario. E’ una famiglia dell’altipiano che deve ricoverare d’urgenza una giovane mamma. Indichiamo che devono rivolgersi all’ospedale e non alla “Casa de los Niños”. Un’ora dopo, richiamano per dirci che nell’ospedale non ne vogliono sapere di loro. E’ sempre la solita storia: sono poveri, sporchi, non parlano lo spagnolo ed è Natale. “Non c’è posto per voi!”.

 

Così, alle 8, sotto la pioggia, cambio di piani: prendo un taxi e vado in ospedale. La cosa si risolve in una decina di minuti. Questa famiglia dell’altipiano sarà la prima a prenotarsi per il nostro pranzo. E’ al completo: bimba appena nata, mamma, papà e nonna. Hanno il vestito per la festa: sono poveri e sono dei nostri, magari imprevisti, ma ben accolti, in tutti i modi.

 

Quest’anno, il giorno di Natale lo festeggeremo in due posti diversi: qui nella cittadella e nella scuoletta della zona sud, Huayrak’asa. Prevediamo le presenza di 500 persone qui da noi e 200 a Huyrak’asa.

 

Siccome piove, altro cambio di piani: invece di usare gli ambienti della scuola, grande, appena terminata, ma in mezzo al campo e con tanto rischio di fango, sarà meglio prepare i tavoli nel salone grande, qui vicino a tutti. Facciamo la prova e ci stanno 65 tavoli da 8.

 

Alle 9 ognuno è ai posti di combattimento! Le mamme si incaricano del riso, delle patate, dei pomodori e dell’insalata. Del pollo si incaricherà un altro gruppo “specializzato”. Io mi incarico di comprare i 700 gelati! Nei giorni precedenti, sempre le nostre mamme hanne preparato 300 panettoni per ognuna delle famiglie invitate. Le Suore del Rosario (Suor Bruna) ci hanno da poco regalato gli apparecchi completi di un forno industriale per cui li spianiamo a tutto fuoco per le feste di Natale! Sempre le Suore ci hanno regalato 35 polli, giusto quelli che servono per la cena di Natale delle nostre famiglie della cittadella. Qui tutto arriva al momento giusto!

 

L’invito è per le 12, ma a mezzogiorno non è arrivato ancora nessuno: si saranno spaventati per il maltempo? Ma non piove più per cui possiamo terminare di decorare il salone di ultimare per bene gli ultimi dettagli. I bimbi e le bimbe della cittadella, guidati da Lucero (una mamma del focolare), hanno pronta la loro rappresentazione natalizia. Si sono ben preparati, coi loro vestitini, e fervono nell’attesa. Siccome le domeniche precedenti siamo andati a chiedere aiuto nelle chiese, sono arrivati tanti volontari, giovani e famiglie, per dare una mano. Io sono in cucina a lavare le pentole. All’una mi avvisano che nel salone non c’è più posto: è tutto pieno! E ci sono tante altre famiglie in arrivo. Come facciamo? L’idea viene dai nostri. Andiamo in falegnameria, qui fuori, a preparare, con i materiali da costruzione, tavoli e panche. Siccome non piove più, possiamo usare il giardino qui davanti al salone. Detto e fatto: in una mezz’oretta si improvvisano e si moltiplicano i tavoli e le seggiole, come si sono moltiplicati gli ospiti.

 

Alla fine, infatti, contiamo la presenza di quasi 700 persone qui da noi! Mai successo prima. Sono venuti proprio tutti! Di riso ce n’è abbastanza, ma il pollo dobbiamo dividerlo e dare pezzi piccoli ai bimbi. I gelati non li possiamo moltiplicare e alcuni rimangono senza, ma non se ne fanno un problema, tanto è bello e fraterno il clima che si vive tra tutti. Non distribuiamo neppure i panettoni perché non ne avremmo a sufficienza e qualcuno rimarrebbe male. Lo faremo nei prossimi giorni, così avremo una scusa per visitare di nuovo le famiglie.

 

La pioggia se ne è andata, un timido sole chi accompagna, i volontari che la prima volta arrivano da noi, sono molto felici: “E il più bel Natale della mia vita” ci confessa una ragazza. Un gruppo di giovani  di una parrocchia ha portato 140 regali per i bambini. Ma i bambini sono oltre 300 e allora dobbiamo tirar fuori le nostre scorte. E ce n’è per ognuno.

 

Viene pure il Padre Antonio e lui si incarica della benedizione e del ringraziamento finale.

 

Con un applauso, verso le quattro, finisce questa festa di Natale. Un Natale sereno, in cui non ci sentiamo stanchi, in cui tutti hanno potuto dare una mano e sentirsi felici e accolti. Un Natale con la nostra famiglia, quasi al completo. Una famiglia grande ma bella. E anch’io mi commuovo un po’...

 

Abbiamo il tempo di pulire e mettere in ordine tutto, con calma e con l’appoggio di tanti. Lasciamo il salone ordinato così magari servirà anche per l’ultimo dell’anno. Anche il parco è ordinato, senza cartacce per terra.

 

Ci ritroviamo in una quarantina per la preghiera, alle 5 del pomeriggio, fuori, in giardino, davanti a Gesù e davanti ai fratelli.

 

Natale è la festa del ringraziamento e possiamo ringraziarci reciprocamente per una giornata tutta prioettata verso gli altri, verso gli ultimi, verso i nostri fratelli e le nostre sorelle. Non ricordiamo niente delle cose tristi dei giorni precedenti..., non ne abbiamo nè la forza nè il tempo.

 

Solo possiamo dire grazie e scoprire che il nostro cuore è più grande.

 

E la nostra cittadella sempre più bella!

 

6-7-8 novembre, scandiano: festa del volontariato

aristide (29/10/2009 - 23:04)



Festa della Primavera nel villaggio Arcobaleno

aristide (06/09/2009 - 01:39)

Anche quest’anno, la prima domenica di settembe, che corrisponde al giorno “verde” per tutti in Bolivia (si circola solamente a piedi), abbiamo festeggiato la festa della primavera, nel nostro villaggio. E’ una scusa per tenere unite tutte le nostre famiglie ed  evitare che si disperdano in altre attività che non fanno bene a nessuno.

 

E’ un’occasione bella per respirare insieme il senso di vivere in comunità e di farlo in un clima di festa e di giochi. Ci siamo preparati pensando in una grande caccia al tesoro che doveva essere percorsa da tutti i membri di una famiglia al completo. Il tesoro era la scoperta della “comunità”, rappresentata con lettere e con un mosaico di pezzi ritagliati della mappa della cittadella.

 

Quasi tutte la famiglie erano presenti al completo e solamente due non hanno partecipato, purtroppo.

 

La giornata molto calda ha tolto un poco di slancio all’entusiasmo generale, anche perchè tutto si è svolto attorno al mezzogiorno, ed eravamo in tanti a gareggiare, ma alla fine il risultato è stato molto positivo. Per ogni famiglia c’è stato un regalo e per le famiglie al completo un regalo ulteriore, così come per le famiglie che le cui case si sono rivelate le più ordinate.

 

La famiglia di Chiara e Sandra ha lavorato giorni interi e tutta la notte del sabato per preparare con dettaglio ogni tappa.

 

Anche le famiglie dei nostri bambini ammalati hanno partecipato accompagnate da Giulia e Lisa. Coralba faceva parte della giuria. Padre José ha celebrato la messa così pure lui ha fatto la sua parte in questo giorno comunitario.

 

Era bello contemplare il via vai festoso della nostra gente, così diversa e così bella, unita sotto un unico arcobaleno di pace e solidarietà.

 

Siamo una famiglia originale, composta da persone di tutte le estrazioni e di ogni sorta. Proprio una bella varietà di gente!

 

Bolviani, quechua, aymara e yuquis. Italiani, chileni e spagnoli. Gente povera, che mai ha avuto un tetto sotto cui proteggersi, ma anche gente più fortunata.

 

Persone cresciute in campagna, con la pelle striata dal freddo e dal sole; ragazze condannate per anni a vivere in carcere e ora finalmente libere, senza sentirsi giudicate da nessuno.

 

Bambini spinti su una carrozzella, altri colpiti da malattie dure.

 

Mamme giovani con i bimbi in spalla, appena nati, altre curve sotto il peso di tante gravidanze.

 

Persone che non hanno un fede religiosa, altre che magari vanno a messa tutti i giorni.

 

Nonni e nipoti accomunati in un grande gioco. Studenti dell’università con adulti che a mala pena sanno fare la loro firma.

 

Famiglie che riescono a risolvere internamente i loro problemi, ed altre che continuamente vivono il dramma dei loro ragazzi nella difficile tappa dell’adolescenza.

 

Persone sane ed altre che non riescono a sbarazzarsi dell’alcool.

 

Ma tutti di corsa e tutti felici, nonostante la stanchezza e il caldo in questa festa della primavera, in questo villaggio che non fa differenza di persone e che cerca di mettere in luce la bellezza del cuore che ognuno porta dentro.

 

Una festa bella e semplice che suscita nuovamente un grazie profondo per il fatto di vivere questa storia con volti così diversi che ora orgogliosamente sentiamo parte della nostra famiglia.

celestina e iver

aristide (23/02/2009 - 23:48)

 A tutti volevamo far sapere che ieri Celestina è stata con noi, qui a casa, in permesso dall'ospedale. Sta molto meglio anche se fa fatica a reggersi in piedi dopo 5 settimane di letto obbligato.
Speriamo che nei prossimi giorni possa essere dimessa e tornare a casa, insieme ai suoi sandalini....
L'altra notizia della casa è l'arrivo di Iver, un bimbo di due anni che ci è stato "regalato", come accade spesso, da Suor Cherubina di Vacas. E' stato praticamente abbandonato dai genitori.... Poi ve lo faremo conoscere per foto. Stasera ne abbiamo fatta una ma non la trovo nel computer.
Gli altri bimbi stanno bene. Approfittiamo di questi due giorni di vacanza per stare con i bimbi. Qui il carnevale si festeggia infatti come se fosse una festa di precetto! Mercoledì riprendono le lezioni. Fuori c'è una confusione impressionante!
Un abbracci di cuore a tutti!
Ari e bimbi abbronzatissimi!!!

Casa de los Niños, 4 dicembre 2008

aristide (04/12/2008 - 00:23)

Nel pomeriggio di oggi, mentre passeggiavo per il giardino, si sono avvicinati due giovani, che stavano curiosando dentro la nostra proprietà attraverso il cancello.

 

Chiedendo scusa, si sono presentati. Uno di loro è un tenente che forma parte delle guardie del corpo del Signor Presidente della Repubblica Boliviana, Evo Morales. Il Presidente, infatti, è in visita alla nostra Regione e le sue guardie del corpo, mentre lui riposa, sono in libera uscita.

 

Guarda caso, questo nostro tenentino, aveva sentito parlare della nostra casa da William, l'amico, allenatore della Nazionale, durante un viaggio ufficiale in Argentina, qualche mese fa. E, guarda caso nuovamente, da ragazzino lui viveva con gli zii a un isolato da casa nostra, per cui oggi ne ha approfittato per tornare a dare un'occhiata al settore dove è cresciuto e per venire a fare un sopralluogo al nostro terreno. E così abbiamo fatto due chiacchiere amichevoli e un giretto per le casette e le altre costruzioni in corso.

 

Molto contento di quello che stiamo facendo, ci ha raccontato che, da piccolo, entrava di nascosto insieme a compagni discoli come lui- nella proprietà per rubare la frutta delle suore, ma che quando li sorprendevano, via di corsa a scansare le randellate delle suore più focose.

 

Un particolare veramente simpatico che ci fa dire che il mondo è veramente piccolo e che gli amici possono spuntare da qualsiasi angolo...

 

Anticipi un sogno che preferirei rimandare a domani: abbiamo chiesto il favore, a questo tenentino, di far atterrare un attimo, domani pomeriggio, l'elicottero presidenziale sul nostro futuro campo da calcio. Lui ci ha detto che farà tutto ciò che è nelle sue possibilità...

 

 

Sabato pomeriggio abbiamo in programma una piccola festa per tutti i vicini, che sono stati invitati con una bella letterina preparata dalle nostre ragazze e consegnata dai nostri bimbi. Ci saranno balli, giochi e scenette, oltre ad alcuni sfornati preparati dalle mamme della cittadella. Durante questa festa, che ha lo scopo di avvicinare quanti ci sono contrari, presenteremo gli sviluppi della cittadella, con i vari centri, e con i servizi di cui potranno beneficiarsi anche i vicini: scuola, ambulatorio, piscina, campo da calcio, eccetera. Vedremo se le persone avranno il coraggio di venire e che reazione susciterà la nostra cittadella. Qui tutti si stanno preparando con grande impegno!

Tag: terreno,frutta,sogno,festa,vicini

festa 7-8-9 novembre

aristide (21/10/2008 - 22:40)



una giornata indimenticabile

aristide (14/09/2008 - 00:10)

 

07 settembre 2008. Festa della primavera nella casetta dei bambini
 
In queste parti del mondo, settembre significa l'inizio della primavera. La prima  domenica  di  settembre  é  un giorno verde per cui non circolano le automobili. Noi, qui nella nostra cittadella, anche se di automobili non ce ne  sono,  ne  abbiamo  approfittato per lanciare questa festa che vorremmo ripetere ogni anno: la festa della primavera.
A  dire  il  vero,  era  pure  una scusa per offrire un giorno diverso alle nostre  famiglie  che  spesso,  il fine settimana, si dedicano al vizio del bere.
 
Abbiamo  parlato  di  questa idea con le ragazze che aiutano qui in casa, e che  formano  parte  della  Comunitá, e venerdí sera, nella riunione con le famiglie, abbiamo proposto questo programma, che é stato accettato da tutti con  entusiasmo.  Con chiarezza, abbiamo imposto ad ogni famiglia l'obbligo di partecipare, con tutti i membri, a questa festa.
In poche ore, abbiamo preparato i giochi e i premi.
 
Stamattina,  piano  piano  sono  apparse  tutte le famiglie praticamente al completo. Una vera sorpresa!
 
Padre  José  ha  dato  l'inizio  con la messa e poi noi abbiamo spiegato il senso  della  giornata.  Ad ogni famiglia é stato consegnato un passaporto, con il logo dell'Associazione, tutto ben disegnato e, dentro, la foto della famiglia,fatta  da  loro  disegnini.  Ogni famiglia doveva intraprendere un viaggio  per  diverse isole: l'isola dell'amicizia, l'isola della simpatia, l'isola  della  pace,  eccetera. In ogni isola si dovevano realizzare certe prove, veniva timbrato il passaporto e dato un punteggio.
 
Prima  di iniziare il viaggio, una giuria formata da mamme esterne ha fatto
una  visita  per  le  casette per vedere il grado di ordine e pulizia. Alla casetta  piú  ordinata  si  é  destinato  un  premio speciale. Avevamo dato preavviso di questa prova e difatti, stamattina, tutte le casette -dentro e fuori - erano ordinatissime. Bel segno, che dovremo ripetere!
 
Alle  10  e  mezza  si é dato il via al tour per le isole sparse nel nostro giardino. Ogni famiglia si muoveva ben unita ed era uno spettacolo vedere i genitori,  tutti tirati a lucido, insieme ai loro figlioletti. Tutti con un  gran sorriso sulle labbra.
 
I giochi erano semplicissimi, adatti sia per i grandi sia per i piccoli.
 
All'una  abbiamo  interrotto  per  il pranzo. Ogni famiglia aveva preparato qualcosa  che  poi si é condiviso tutti insieme. Eravamo oltre 100 persone, autoinvitatesi a pranzo. Non é rimasto niente, come di consueto!
 
Nel pomeriggio sono continuati i giochi, conclusisi con la caccia al tesoro. Il  tesoro, fatto di dolcetti, era nascosto tra i vestiti stesi ingiardino, e ci é voluto un po' di tempo perché una bimba se ne rendesse conto.
 
Alla  fine,  la  premiazione,  con un regalo speciale per ogni famiglia: un  rande  cesto  di  viveri,  proprio  utili  in  questo  periodo di scarsitá economica. Alla  famiglia  con la casetta piú ordinata, abbiamo regalato una macchinetta  per  far  la  pasta  in  casa.  Poi  la foto di gruppo, con lo striscione nostro.
Una  breve  preghiara  per  ringraziare Dio e tutti, e poi il ballo finale, aerobics,con grandi e piccoli, prima che si facesse buio.
 
Una  giornata  piena  e  bella,  difficile  da  descrivere  a  parole,  per l'intensitá vissuta insieme, per la gioia che splendeva sui volti di tutti. La  richiesta  unanime  di ripeterla presto ci ha rinfrancati e ci sprona a pensare  ad  altri  programmi  domenicali da vivere insieme, qui, in questa nostra  cittadella,in questa famiglia grande che oggi ha vissuto un momento
fondamentale di crescita.
 
A sera, abbiamo invitato i ragazzi e le ragazze della Comunitá,stanchissimi per  l'impegno  profuso  durante  tutto  il  giorno,  a  mangiare una pizza insieme,   per  ringraziarci  reciprocamente  per  comunicarci  i  commenti raccolti  dalle  nostre famiglie. Tutti siamo pienamente d'accordo nel dire che  si é trattato di un giorno speciale, che meritava essere vissuto e che speriamo  segni  l'inizio  di un modo diverso di vivere la festa per ognuna
delle nostre famiglie.
 
Ringraziamo i ragazzi di Roteglia che, con i loro giochi d'estate, ci hanno dato l'idea di ripetere, in piccolo, questa bella iniziativa.
 
Possiamo, ora, andare a letto felici e stanchi...
 
 
 
 
 
 
 

notizie di casa

aristide (01/06/2008 - 01:06)

Oggi é un giorno di malattie e di contagi... Evita ha la varicella e probabilmente anche Jhonatan... Gliel'ha contagiata Lidia, che vive qui di fianco. Questi sono i mali del convivere insieme che prima o poi avevamo previsto...
Purtroppo, gli altri bambini non possono prendere la varicella perché non hanno difese per cui abbiamo mandato Teresita e Víctor Manuel dalle zie per alcuni giorni, anche perché la loro mamma da ieri é assopita...
María René ha mal d'orecchi e questo pure é un pericolo per lei... Ha pure un forte raffreddore... Jhonatan ed Evita hanno la febbre alta... E domani parte Anna... Stasera le abbiamo preparato una piccola festa per ringraziarla della sua generositá qui con noi e con i bimbi, che non ha mai
abbandonato un momento....
 
Oggi abbiamo fatto pure la festa di compleanno per Marianita e Sebastian ...4 anni per ognuno e tanta gioia insieme a tutti i bimbi...
 
Anche questa é una domenica speciale che viviamo qui nella nostra casetta e che la rende davvero unica....
 
Un abbraccio!

Da tempo non scrivo...

aristide (11/08/2007 - 23:14)

Ciao!
Da tempo non scrivo... Ora che siamo in tanti qui a casa ne approfitto per riposare un po' e magari riposo anche scrivendo e raccontando un pò della nostra vita quotidiana, che é sempre bella e sempre piena di particolari simpatici. Stasera a tavola ascoltavo con piacere i commenti dei nostri cari amici su ciascuno dei bambini, su come veramente si fanno voler bene, su come sono riusciti a carpire -in poco tempo- i segreti e le  particolaritá di ognuno, su come gli stessi bimbi hanno trovato un rapporto speciale con ognuno. E io godo di tutto questo. Godo della 
normalitá della nostra vita, godo della nostra famiglia sparsa in tanti angoli del mondo e che piano piano prende contatto con la realtá della casetta dei bambini, qui a Cochabamba. La sera é l'unico momento in cui  riusciamo a sederci tranquilli e la conversazione scorre sui temi piú 
diversi, come se da sempre ci conoscessimo. C'é tanta sintonia tra tutti ed é bello vedere come ognuno si incarica di un particolare o inventa le cose da fare o da sistemare senza preoccuparsi tanto dei programmi. Poi i  programmi li facciamo lo stesso, ma senza stressarci troppo. Dedichiamo  tempo al buon cibo, visto che ne abbiamo la possibilitá. Oggi, per 
esempio, ci siamo fatti scaloppine ai funghi, per 10 persone, con l'eccezionale spesa complessiva di 2 euro. E c'era da leccarsi i baffi!
E nel pomeriggio, insieme a tutti i bimbi, abbiamo inziato a prepare i  sacchettini per la festa di domenica, con tutti: il mercatino con i viveri  da distribuire ad ogni famiglia. E' il gioco che piace ti piú ai nostri  bambini, quelli che vengono ogni domenica. Abbiamo fatto fuori tutte le 
riserve della dispensa. Altri generi ci sono stati regali e buona parte  abbiamo comprato. Domenica sará una bella sorpresa per tutti. E nel  pomeriggio di domenica ripeteremo la sfida dell'anno scorso: un partitella  a calcio Bolivia contro Italia. Siccome siamo in pochi italiani, 
quest'anno, chiederemo l'appoggio dell'allenatore della nazionale per  rafforzare la squadra campione del mondo e difendere il titolo. Fateci il  tifo!
 Stasera siamo usciti, con alcuni degli amici, per andare a vedere come stava il bambino che volevano affidarci all'inizio di questa settimana. Ora lo vediamo quasi tutti i giorni. Si chiama Jazmani ed é nato il 21 maggio, proprio come Andrea TSK. La mamma Maria compirá 29 anni il 15 agosto.C'é pure un altro fratellino ammalato, di quasi 2 anni, ed altri 4, non ammalati, che vivono in "hogares". Il bebé non sta  molto bene, come si puó immaginare, nelle condizioni in cui vive: in strada, con due genitori ammalati di aids e drogati, con una copertina per  proteggerlo dal freddo e latte quando c'é... Non sappiamo bene come  intervenire in questa situazione. Intanto, cerchiamo di farci amici della  mamma. E poi siamo in contatto con la nostra dottoressa sul tema della  salute e dei controlli medici. Il bimbo é piccolissimo.
Una notizia bella é che da 2 settimane Gustavo non vive per strada. E' ospite presso un istituto. Non siamo ancora andati a trovarlo ma lí per lo  meno é al sicuro.
Ora vado a letto perché mi sto addormentando sul computere.
Buona notte!!!
Ari

festa della mamma

aristide (28/05/2007 - 23:04)

Hola!
In questi giorni si festeggia la festa della mamma. E allora? Anche da noi! Qui peró é un’altra cosa. Innanzitutto, come tutte le feste boliviane (compleanni, anniversari, morti, nascite, ecc.) durano 3 giorni. Qui alla casa l’abbiamo festeggiata sabato con le mamme dei bambini che frequentano la casa per il doposcuola. Ieri c’era festa dappertutto, nelle case, negli angoli delle strade; e oggi l’abbiamo festeggiata alla scuola di Evita e Giovanna. Evita giá la conoscete e Giovanna é una ragazzina yuqui di cui vi parleró prossimamente. Nessuna delle due ha la mamma cosí io e Pino siamo andati a scuola a farne le veci. Sí, tutti e due a fare le mamme! E’ stata una bella festa organizzata con giochi e varie attivitá. All’inizio é stato veramente simpatico quando l’insegnante ha detto di disegnare quando eravamo “embarazados”, cioé incinta. Vi lascio immaginare la faccia di Pino che continuava a chiedersi: “Dunque, quando io ero incinta...”, con le altre mamme presenti che se la ridevano. Poi c’é stata una specie di corsa coi sacchi ed altri giochi, e insieme ai bimbi si é realizzato un angioletto. Alla fine, una merenda. E’ stata una bella giornata se non fosse successo un incidente di cui abbiamo saputo al  nostro ritorno a casa. Una signora, che appartiene ad una delle famiglie seguite, era uscita con i due nipotini per andare a cercare casa, visto che dalla sua era stata appena sfrattata. Un’auto impazzita per lo scoppio di una gomma li ha investiti. La donna é morta, una bambina di 9 anni é gravissima, l’unico salvo é il bambino di 4 anni. Pochi giorni dopo il nostro arrivo avevamo incrociato quella mamma che si era avvicinata quasi piangendo per dire ad Ari che doveva andarsene e voleva aiuto per trovare una casetta per lei, i suoi figli e i tre nipotini. L’avevamo tranquillizzata dicendo che presto pure la sua famiglia avrebbe avuto una casa propria. Ma la pressione del padrone di casa l’ha obbligata a cercare in fretta una sistemazione provvisoria, conducendola peró a una morte tragica.
Ed é proprio a proposito di questa necessitá di case per le famiglie dei bambini che frequentano la nostra casetta che avevamo intenzione di parlarvi oggi. Partiamo dall’inizio.
Coi soldi raccolti dalla Associazione “Casa de los niños”, ed altre donazioni, sono stati acquistati, alla fine dello scorso anno, 48.000  metri quadrati di terreno con la casa, che é quella che stiamo abitando, la scuoletta e il meraviglioso giardino. Restano comunque liberi 4 ettari di terreno su cui dovrebbe nascere il “villaggio arcobaleno”, un “progetto ambizioso”, ma sorretto da tante buone idee e soprattutto dalla voglia di fare realmente qualcosa di concreto e definitivo per tante persone. Si tratta di tante piccole casette, un centinaio, di 60 metri quadrati ciascuna, da dare alle famiglie piú bisognose che non hanno casa e si spostano  continuamente da un luogo all’altro; per loro non c’é mai nessuna sicurezza. Per qualcuno sará la prima volta che avranno una casa dove nessuno li mandará via. Sará un piccolo paesino con le case, i laboratori, la scuola, i campi giochi e l’orto per ogni famiglia. L’idea di fondo é quella di aver vicino a questo centro dove abitiamo attualmente noi, tutte le famiglie dei bambini, in modo che loro si sentano piú appoggiate e possano essere seguite adeguatamente. Le case sono piccoline se si pensa dovranno ospitare una media di 8 persone. Ma se teniamo presente che tali persone vivono ora in stanzette di 15 metri quadrati, senza servizi, si tratta senza dubbio di un bel passo in avanti; infatti, qui avranno le loro stanze, la cucina e il bagno. Per le famiglie piú numerose, si é pensato  di appaiare due casette. Per la costruzione é stata interpellata una Istituzione che al costo di 3.700 US (circa 3.000 euro) consegnerebbe ogni casetta, che non é un prefabbricato, ma ha una struttura in muratura, giá abitabile provvista di luce ed acqua. Il costo é cosí basso perché ogni famiglia deve partecipare con due persone alla costruzione. Stiamo  pensando che sia opportuno aggiungere un po’ di arredamento per rendere piú dignitosa la casetta: letti, tavolo e sedie, cucina a gas, per cui ci sará una spesa ulteriore di circa 200 euro. E’ da tener presente che ogni famiglia dovrá contruibuire con una quota simbolica mensile e dopo 5 anni sará praticamente padrona della propria casetta.
Ne vorremmo costruire subito una quindicina per le situazioni piú gravi.  La cosa interessante é che in un mese di lavoro ci verrebbero consegnate  tutte queste casette proprio prima dell’arrivo dell’inverno, stagione che preoccupa anche qui per la situazione precaria in cui vivono tante famiglie. Proprio oggi, infatti, siamo stati a trovarne una che vive in un cantiere aperto, protetta solo da lastre di lamiere. Potrete immaginare come vivono 5 persone lí dentro, soprattutto i bambini, quando di notte la temperatura scende fino a 5 o 6 gradi.
C’é giá un fondo per partire, grazie alle offerte precedenti, ma servono ancora circa 30.000 euro per cominciare a dare vita a questo progetto di solidarietá e speranza. Da qui ne vediamo ogni giorno l’urgenza e la necessitá! Betty e Pino

P.S. Salutoni a tutti i Rotegliesi

viaggio a Via Requate'

aristide (26/04/2007 - 23:46)

Ciao!
Siamo appena ritornati dal viaggio a Via Requaté. E' andata molto bene e abbiamo visto tutti i bambini. Siamo molto contenti, oltre alla stanchezza di questa giornata, piena e bella. Abbiamo portato regalini (150!) e latte per tutti i bambini e le famiglie, con una piccola festa inventata
sull'atrio della scuoletta. Per ogni famiglia c'era un pacchetto di medicine, le piú urgenti. Abbiamo pure pregato davanti ai luoghi dove sono sepolti David e Luciano. Per David c'erano pure fiori, cosa molto significativa. Per quanto riguarda la salute dei bambini, Ari Severino é
quello che sta peggio e venerdí entrerá in ospedale, speriamo entri pure la mamma (abbiamo lasciato i soldi perché possano affrontare il viaggio).
Anche Raquel, la piccola a cui abbiamo dato il nome, dovrá entrare in ospedale per
ricuperarsi da una forte denutrizione. Dall'ospedale é uscito proprio oggi Ezequiel. Ho parlato con la dottoressa e mi ha tranquillizato sul suo stato di salute. Pure Silvana dovrá farsi vedere dal medico perché ha una grave infezione all'orecchio. Linda sta bene, sempre molto timida, ma un po' piú grassetta. Con la mamma é nato un bel rapporto. Alla fine ci voleva regalar
una coscia di maiale silvestre del posto, appena arrostita. Ma l'abbiamo lasciata a loro che ne hanno piú bisogno di noi. Mariano uno spettacolo di bellezza e simpatia, insieme a Remi. Tutti e due erano a scuola e ci sono corsi incontro appena ci hanno visto. Ximenita é venuta con noi in macchina, insieme alla sua famiglia, e pure lei avrá bisogno di rinforzare l' alimentazione. La famiglia ci ha regalato un grappolo di banane una cesta di mandarini. Tutti segni belli. Abbiamo visto anche i due fratellini diMariana che vivono con la nonna e stanno bene di salute. Tutti vorrebbero che tornasse Mariana al villaggio, ma noi non ne vogliamo sapere! Sulla sua
mamma le notizie sono frammentarie e contraddittorie, ma di certo non vive da tempo nel villaggio.
E poi il tema doloroso di Ramona. C'erano la sua mamma, la sorella, il fratellino e i suoi zii. Tuttti ce l'avevano con me, anche per il fatto che non avevamo portato con noi la figlia. Meno male che tutta l'altra gente del villaggio ci appoggiava e tutti sono d'accordo che non é bene riportare Ramona al villaggio. Il signore che la sfruttava é in carcere a Cochabamba con una pena di 5 anni, per adesso.
Sulla canoa, al ritorno, ci ha sorpresi la pioggia, per cui ci siamo inzuppati per bene. All'andata, invece, abbiamo intravisto una tigre che attraversava a nuoto il fiume. Qui esistono le tigri, ma sarebbe meglio chiamarle ghepardi di montagna. Peccato che non abbiamo potuto farle una
foto...
Cosí tra avventure e abbracci di bimbi, me ne vado a letto stanco morto.
Domani vedremo le foto.
Buona notte!
Ari