la fine dell' anno scolastico
Casa de los Niños, 15 dicembre 2009 Stasera c’è stato l’atto conclusivo dell’anno scolastico qui nella nostra cittadella.. Il salone pieno di bimbi e di famiglie. Comuoveva il cuore vedere il salone pieno dei volti dei nostri bimbi tutti belli preparati per le loro rappresentazioni.
Commoventi pure i volti dei genitori, fieri dei loro figli. Commoventi le parole delle maestre che sono riuscite a conquistarsi, durante l’anno, l’affetto dei loro allievi. Stasera mi chiedevo da dove è venuto fuori tutto questo patrimonio umano che abbiamo sotto gli occhi, e che si muove con tanta autonomia .... mi azzardo a dire che è venuto fuori dall’amore di tutti, dal non fare programmi e dal credere che il bene dà frutti, che spuntano prima o poi anche senza che ce ne accorgiamo. I bimbi e le maestre hanno composto per la fine della serata una canzone dal titolo significativo. "Grazie". Grazie è la parola che viene fuori da ogni angolo della nostra cittadella, da ogni sguardo. Una strofa della canzone dice: Quando hai problemi, quando senti dolore, non ti dare per vinto che Dio ti veste con il sole. Noi ci sentiamo vestiti con il dono di una famiglia straordinaria, che non ha confini che trova sempre l’occasione per stringersi insieme a gioire del dono che rappresenta...
daniel
Casa de los niños, 9 ottobre 2009
Carissimi e carissime! Ringraziamo di cuore per tutto l'affetto che ci avete comunicato al ricevere la notizia dell'arrivo di Daniel nella nostra casa, ieri pomeriggio. Si sente che siamo davvero una famiglia unica sparsa nel mondo, e questo è un regalo immenso!
Questa notte, il piccolo Daniel è volato in cielo, per raggiungere Toño, Paola, David, Zaida, Luciano, Marina e tutti i nostri che in qualche modo questa nostra casa ha unito. E' volato circondato dall'amore di tutti noi, l'unica cosa che potevamo offrirgli, quella vera.
Stavamo preparando il suo latte e lui con gli occhi aperti ci ha guardati come a volerci salutare. Ora, con la sua mamma presente, con tutti i bimbi della scuola e con tutte le famiglia, nel mezzo del nostro villaggio, andremo a salutarlo e a ringraziarlo, anche a nome vostro che l'avete conosciuto solo per foto, un attimo prima della sua partenza per il cielo.
Noi siamo felici, pur nel dolore. Ringraziamo Daniel di averci regalato questi ultimi istanti della sua vita nel cuore della nostra casa, nel cuore del nostro villaggio, nel cuore delle nostre intenzioni che sono solo di bene per tanti.
Lui rimane con noi!
Siamo proprio una bella famiglia!
Un abbraccio forte, forte a tutti e tutte.
Ari con tutti e tutte del villaggio arcobaleno e della casetta de los niños
Festa della Primavera nel villaggio Arcobaleno
Anche quest’anno, la prima domenica di settembe, che corrisponde al giorno “verde” per tutti in Bolivia (si circola solamente a piedi), abbiamo festeggiato la festa della primavera, nel nostro villaggio. E’ una scusa per tenere unite tutte le nostre famiglie ed evitare che si disperdano in altre attività che non fanno bene a nessuno.
E’ un’occasione bella per respirare insieme il senso di vivere in comunità e di farlo in un clima di festa e di giochi. Ci siamo preparati pensando in una grande caccia al tesoro che doveva essere percorsa da tutti i membri di una famiglia al completo. Il tesoro era la scoperta della “comunità”, rappresentata con lettere e con un mosaico di pezzi ritagliati della mappa della cittadella.
Quasi tutte la famiglie erano presenti al completo e solamente due non hanno partecipato, purtroppo.
La giornata molto calda ha tolto un poco di slancio all’entusiasmo generale, anche perchè tutto si è svolto attorno al mezzogiorno, ed eravamo in tanti a gareggiare, ma alla fine il risultato è stato molto positivo. Per ogni famiglia c’è stato un regalo e per le famiglie al completo un regalo ulteriore, così come per le famiglie che le cui case si sono rivelate le più ordinate.
La famiglia di Chiara e Sandra ha lavorato giorni interi e tutta la notte del sabato per preparare con dettaglio ogni tappa.
Anche le famiglie dei nostri bambini ammalati hanno partecipato accompagnate da Giulia e Lisa. Coralba faceva parte della giuria. Padre José ha celebrato la messa così pure lui ha fatto la sua parte in questo giorno comunitario.
Era bello contemplare il via vai festoso della nostra gente, così diversa e così bella, unita sotto un unico arcobaleno di pace e solidarietà.
Siamo una famiglia originale, composta da persone di tutte le estrazioni e di ogni sorta. Proprio una bella varietà di gente!
Bolviani, quechua, aymara e yuquis. Italiani, chileni e spagnoli. Gente povera, che mai ha avuto un tetto sotto cui proteggersi, ma anche gente più fortunata.
Persone cresciute in campagna, con la pelle striata dal freddo e dal sole; ragazze condannate per anni a vivere in carcere e ora finalmente libere, senza sentirsi giudicate da nessuno.
Bambini spinti su una carrozzella, altri colpiti da malattie dure.
Mamme giovani con i bimbi in spalla, appena nati, altre curve sotto il peso di tante gravidanze.
Persone che non hanno un fede religiosa, altre che magari vanno a messa tutti i giorni.
Nonni e nipoti accomunati in un grande gioco. Studenti dell’università con adulti che a mala pena sanno fare la loro firma.
Famiglie che riescono a risolvere internamente i loro problemi, ed altre che continuamente vivono il dramma dei loro ragazzi nella difficile tappa dell’adolescenza.
Persone sane ed altre che non riescono a sbarazzarsi dell’alcool.
Ma tutti di corsa e tutti felici, nonostante la stanchezza e il caldo in questa festa della primavera, in questo villaggio che non fa differenza di persone e che cerca di mettere in luce la bellezza del cuore che ognuno porta dentro.
Una festa bella e semplice che suscita nuovamente un grazie profondo per il fatto di vivere questa storia con volti così diversi che ora orgogliosamente sentiamo parte della nostra famiglia.
Le case...
Casa dei bambini, 31 agosto 2009 Di questo mese di agosto che è alla fine, sarebbe bello poter fare una sintesi per poter comunicare e condividere tanti fatterelli che l’hanno reso bello e gratificante...
Qualche settimana fa ricordavamo l’arrivo giocoso delle rondini sul finire dell’inverno che da noi, che siamo con la testa capovolta all’ingiù, per via dell’emisfero sud, si rivela molto mite e soleggiato. Oltre alle rondini, agosto segna spesso l’arrivo di nuovi amici nelle nostre casette e nel nostro villaggio. Difatti, il 26 agosto abbiamo ricordato, senza tanti festeggiamenti, ma con la commozione scritta nel cuore, il primo anno di David tra noi. Nessuno si sarebbe azzardato a prendere un bimbo cerebroleso se non ci avessero pregato a lungo dall’ospedale infantile. Ma David, con il timore che suscitava in noi la sua malattia tremenda, si è rivelato un bimbo straordinario, per la sua giocosità e per la simpatia che genera attorno a sé, lui che passa la maggior parte della giornata in una culla d’oro. E’ d’oro perché è stata pensata apposta per lui e lui ci sguazza dentro muovendosi felice come un forsennato. E’ d’oro perché da lì lui cambia il volto delle persone che gli si affacciano e li trasforma in sorrisi compiaciuti. Il 28 agosto, quest’anno, è arrivata anche la prima famiglia al completo ammalata di AIDS: il papà Nemesio, la mamma Virginia e la piccola Jazmine di tre anni. La mamma non ha segni evidenti della malattia, il papà e la bimba sono appena usciti dall’ospedale e sono ancora marcati dalla sofferenza. Vengono da un villaggio sperduto della campagna e non capiamo bene come la malattia li abbia avvinghiati... Sono soli, la famiglia di origine non è al corrente del male che li affligge. Non hanno la possibilità di rientrare al loro paesino, e d’altra parte devono stare vicini ad un ospedale pubblico. I medici ce li hanno affidati e noi li abbiamo accolti. Hanno un loro appartamentino indipendente, con bagno, cucina, lettini e sala da pranzo. Possono vivere uniti, pur nel dolore. Per ogni necessità, fanno due passi e bussano a casa nostra per chiedere aiuto. E tutto è gratis e non chiediamo loro niente a cambio. E loro si stupiscono e pian piano i loro volti si illuminano. Devono trovare il loro modo di avvicinarsi e di muoversi con libertà: nessuno li ha obbligati a venire ma si rendono conto che nessuno lesina loro affetto e simpatia. Noi siamo contenti di considerarli parte della nostra famiglia bella, originale e grande... In questi giorni ripensavo a quello che tante volte ho sperimentato e scritto: che siamo fortunati a poter condividere con tanti la nostra avventura verso il bene. Ma mi è venuto anche da pensare che ciò non sarebbe possibile senza l’aiuto di chi ci appoggia, di chi ci aiuta concretamente, di chi si dà da fare con mille iniziative, di chi si priva del proprio, di chi vuota il proprio portafoglio, di chi inventa mille strategie e attività, di chi ci offre gratis la propria amicizia, di chi bussa alle porte di altri, di chi mette a fuoco la propria fantasia e inventiva, di chi ci vuole bene gratis. Le case e gli appartamentini che in meno di due anni sono stati messi su nel nostro villaggio non sono qui per far bella posa ma servono per accogliere fratelli e sorelle meno fortunati di noi e che improvvisamente varcano la soglia di casa ed entrano ad arricchire il nostro cuore. Le case e gli appartamentini "fioriti" qui fuori sono il frutto e l’impegno di tanti amici e amiche che credono con noi nel bene oltre ogni interesse personale e ci permettono di essere strumenti di accoglienza e di un sogno di condivisione che ha ridato speranza alla vita di tanti. Stasera facevo i conti degli abitanti del nostro villaggio arcobaleno e mi sono stupito al constatare che siamo arrivati a duecento (domattina ritorneremo a 199 per la partenza della cara Marcella)! Un bel numero se si pensa che due anni fa, quando mi trasferii qui, eravamo solamente in tre, con María René e con Toño... Ora siamo in 200 a dire grazie a chi ci vuole bene e continua a credere nel nostro sogno. Le casette che qui fuori si apprestano a spegnere le luci del sonno della notte sono semplici, vere e concrete come l’amore e la fiducia che ci sostengono. Dentro, domani, riprenderà la vita di chi ha potuto fare l’esperienza che i sogni si realizzano e non solo nei film. Anche noi andiamo a letto con il grazie nel cuore. E speriamo svegliarci domani ringraziando di nuovo i nostri tifosi, piccoli e grandi! Grazie di cuore a ognuno!!!
Festa! Oggi è arrivato un nuovo bimbo alla nostra casetta...
Nei giorni che siamo stati in ospedale, per accompagnare Celestina, i medici ci hanno chiesto spesso aiuto per alcuni bimbi in situazioni difficili. E così questo pomeriggio ci è stato regalato NN, di quasi 3 mesi, con un peso di poco più di 2 chili. E’ nato prematuro il 14 dicembre. La mamma di 22 anni, quando il bimbo è stato messo in incubatrice, se ne è
andata dall’ospedale e non ha fatto più sapere di sé... Chissà che dramma dietro la sua vita per compiere un gesto come questo... Non possiamo certo giudicarla...
Il bimbo era vestito da bimba, con un completino rosa, per cui all’uscita dal reparto si è creata un po’ di confusione perché tante persone l’hanno salutato come se fossa una bimbetta e a me è venuto il dubbio. Solo a casa, quando abbiamo cambiato pannolino, si è confermato quanto mi era stato anticipato dai medici: un bel bimbetto, con una facciotta bianca bianca, e un volto splendido.
Non ha un nome e non glielo daremo noi. Per adesso si chiamerà: bebè, il nuovo bebè della casa.
Quando siamo arrivati a casa, in giardino c’erano tanti bimbi a giocare: Marianita, Maria René, Sebastián, Anahí, Iver, Manuel, Edson, Marcelita, Jhenni, Carlita e altri. Tutti sono corsi ad abbracciarlo e fargli festa. Lui era felicissimo e i nostri bimbi pure. Poi gli abbiamo fatto
conoscere David mettendolo di fianco a lui nella sua culla. Era impressionante vedere la differenza tra l’uno e l’altro!
Noi abbiamo preso l’impegno di riceverlo nella nostra casa purché presto si possa trovare una famiglia per questo angioletto, una famiglia vera, che gli darà un nome vero e che gli voglia un sacco di bene per sempre.
Ora il bebè è di là che piange sconsolato, nella culla di fianco a quella di David, che dorme invece beatamente. Io ho imparato da Luciana che i bimbi devono piangere e non essere
cullati così continuo a scrivere col sottofondo dei suoi vagiti. Non credo che abbia fame perché ha preso il lattino da poco. Ma è stato tranquillo tutto il pomeriggio e non capisco cosa gli succeda ora. Stanotte, una delle ragazze si fermerà per dare una mano e dormirà a fianco dei due piccolini così ci dividiamo i compiti.
Noi siamo felici di questo nuovo regalo che riempie di vitalità la casa (a dire il vero, di grida di bimbi ne abbiamo tante in queste settimane, con l’inizio della scuola...). Ma ogni regalo significa uscire da se stessi, dalle proprio comodità e lanciarsi di nuovo alla ricerca del sogno di bene per chi ci sta a fianco.
L’essenziale non si vede che con gli occhi del cuore, come spesso ricordiamo. E ora pure si sente, e come!!!
P.S. Credo che saremo d’accordo, dopo aver visto la sua foto.


Casa de los Niños, Bolivia, Natale 2008
Carissimi Amici! Carissime Amiche! Questo Natale sarà molto speciale per noi. Difatti, è la prima volta che lo festeggeremo insieme qui, nella nostra grande famiglia, nella cittadella Arcobaleno, con quasi 100 persone che vivono con noi. A mezzanotte ci troveremo tutti per la messa di ringraziamento nell'abbraccio di adorazione a Gesù che viene a farci il regalo più bello per le nostre vite.
Sarà un momento bello anche per noi e il sigillo di un sogno realizzato. E' il bene che trionfa e che ci fa fratelli e sorelle di tanti proprio come frutto della venuta di Gesù, un bimbo povero come quelli che conosciamo noi, che ha sofferto sin dall'inizio la mancanza di un tetto.
Questo sogno non sarebbe stato possibile senza l'aiuto concreto, il sostegno, la vicinanza, la preghiera, l'amore e l'amicizia di tutti voi che, pur da lontano, condividete l'appartenenza a questa bella e straordinaria famiglia. A nome di tutti, ringrazio ognuno, e ognuno ricorderemo in modo speciale stasera nella Santa Messa.
Auguri di cuore!
Ari e bimbi
Io sono come il piccolo David.
David é un nostro bimbo, da sempre. La sua vita sará raccolta in ogni attimo eterno di coccole che sapremo condividere con lui, come tanti ci hanno giá scritto. E vi assicuriamo che non andrá in nessun altro centro certamente piú specializzato del nostro. Rimarrá qui perché cosí lo ha deciso il plenum dell’assemblea dei bimbi della nostra casetta. Infatti, ieri, alla nostra domanda:
“Tu vuoi che David rimanga a vivere con noi?”
Evita, la jefa della casa ha risposto: “Ma certo! E che si compia quanto io ho stabilito!”
María René, miss capriccio numero uno, ha risposto: “Allora: bien!”
Sebastián, che di contrario non ha proprio niente, ed é sempre d’accordo con tutto, soprattutto con Evita, ha ribadito: “D’accordo, mi jefa!”
Jhonatan, pur con la sua faccia burbera da eterno scontroso, ha gridato: “Sí. Hip, hip, hurra”!
E finalmente, il piccolo Manuel, che quando vuole, riesce a farsi intendere, ha battuto le sue manine in segno di acconsentimento.
Detto fatto, David é il nostro nuovo fratellino. Evviva!
I bimbi dicono che é una sorellina perché ha il visino dolce come una bimba.... Abbiamo un piccolo problema al mattino perché, appena svegli, i bimbi corrono a svegliare David per chiedergli se ha dormito bene, se andrá a scuola pure lui, quando verrá la sua mamma a visitarlo, eccetera...
David puó mangiare solo cose liquide o latte, non parlerá mai, non camminerá mai, rimarrá legato alla sua culla e alle cure di quanti avranno la fortuna di volergli bene... La sua vita dipenderá dall’amore altrui. Ma lui sa ricambiare con il centuplo in sorrisi o con lo slancio delle manine rivolte verso il cielo...
Nella stanza dei materassini, i bimbi si liberano, e sguazzano contenti come pesci nell’acqua. Persino Manuelito, con le sue gambine di gesso, riesce a trascinarsi felice da un angolo all’altro, facendo il verso della tigre feroce.
Quando ho portato su, per ultimo, David, e l’ho appoggiato delicatamente su un materassino in disparte, vicino a me, gli altri bimbi si sono avvicinati e hanno chiesto come mai lui non sgattonava come loro... “Perché é ammalato e non puó muoversi bene come voi”, ho risposto con semplicitá. Allora, tutti si sono dati da fare per portagli cuscini, giocattoli e quanto avevano sottomano, riempiendolo di bacini sul suo volto bianco. E poi hanno continuato a giocare sotto la mia sorveglianza.
A un certo punto, David si é girato da solo, appoggiandosi sulle ginocchia e sul palmo delle mani e ha iniziato a muoversi per la stanza, trascinando come un fardello impossibile la sua testina riversa con la fronte a terra. Ed é andato lui stesso a cercarsi i giochi sparsi per la stanza, e a stringerseli al petto, con le poche forze che ha. Quando gli altri bimbi se ne sono accorti, hanno iniziato a urlare di gioia, mentre io mi commuovevo dentro di me e lo lasciavo fare a piacere, senza aiutarlo. E sono venuti tutti a subissarlo di abbracci. Uno sforzo sovraumano, immagino, con quella testa enorme piegata all’ingiú che verrebbe voglia di trapanare affinché una volta per tutte esca il liquido che l’opprime... Ma allo stesso tempo, la gioia della contemplazione della vita, della testardaggine (mai parola sembrerebbe piú appropriata) che fa capaci di andare avanti e di superare gli ostacoli piú difficili.
Dopo la sua quasi-scorribanda, David é tornato da me a farsi coccolare, e io l’ho baciato con tenerezza sulla fronte... E i suoi occhi luccicavano di gioia come i miei...
Lui é stato abbandonato dalla sua famiglia. Lui é un bimbo da scansare perché troppo difficile da controllare, con la sua malattia irreversibile. Lui non ce la potrá fare da solo.
Ma lui stasera si é alzato sulle sue ginocchia e ha cominciato testardamente a trascinarsi per il pavimento, con una fatica impossibile, e ha raggiunto i suoi giocattoli, il suo obiettivo. E gli altri piccoli che erano accanto a lui, e se ne sono accorti, gli sono andati incontro ad abbracciarlo, felici.
La vita di David sará breve ma concluderá il giorno in cui apparirá la sua mamma, qui, e gli dará un bacio col cuore sulla sua fronte bianca. Quel giorno, il piccolo David chiuderá gli occhi e un dolce sorriso sigillerá per sempre il suo splendido volto...
oggi é arrivato Jose' David
I bimbi della casa l'hanno ricevuto con molto entusiasmo e sono lí che gli fanno festa continuamente. E' un piccolo tesoro che siamo contenti di aver ricevuto nella nostra casetta, visto che 'non c'era posto per lui negli altri centri'. Speriamo di rintracciare la madre cosí viene pure lei da noi e se ne prende cura.
Lui sta sempre nella sua culla e ci sguazza come un pesciolino, contento e brioso.
Ripeto quello che ho detto altre volte: non ci sentiamo eroi, ma non vogliamo neppure essere indifferenti alle richieste di aiuto che ci vengono sottoposte di volta in volta. Non potremo risondere a tutte, ma pur con i nostri limiti, cerchiamo di essere una famiglia aperta.

Vedremo come va con il piccolo David (gli abbiamo ridotto il nome perché David per noi ha un significato molto speciale). Intanto ne gioiamo insieme!
Un abbraccio sempre piú grande a tutti!
Ari e piccoli monelli
Toño
19 giugno casa dei bambini....
Carissimi, mi dispiace dover scrivere.... e dover condividere con voi anche questi momenti difficili e di cui non riusciamo ancora a capire il senso profondo e vero....
Stamattina dovevamo portare Toño a una visita medica perché negli ultimi giorni la sua situazione di salute (mentale) era peggiorata e avevamo programmato con i nostri medici una sua degenza in ospedale. Per questo motivo, e anche perché era diventato molto violento nelle ultime settimane, da lunedí era rientrato presso la sua famiglia.
Quando siamo arrivati a casa sua, alle 9, insieme ad Emilio e al Padre Antonio, l'abbiamo trovato a letto immobile... Era andato in Cielo, durante la notte, improvvisamente....
Non so spiegare e non so tirare fuori le parole giuste....
Mi/ci dispiace tanto e non eravamo preparati....
Da quasi 5 anni condividevamo la stessa casa e la stessa vita, con alti e bassi, ma con lo stesso desiderio di bene per lui, scappato dai genitori quando era piccolissimo e cercando di essere per lui una famiglia vera che l'accettava cosí com'era....
Gesú se l'é strappato per sé...
Toño era nel cuore di tutti quanti l'hanno conosciuto proprio per la sua diversitá e originalitá. Tanti di voi avranno un ricordo suo, bello e originale come lui, con il nome stampato sul seme secco dell'albero del nostro giardino...
Conserviamo insieme questo regalo con la certezza di poter riabbracciare Toño, tutti insieme, con gioia, in Cielo.
Vi abbraccio e vi ringrazio, pur con le lacrime agli occhi.
Ari
il villaggio prende vita

Abbiamo fatto i conti e per adesso abbiamo 32 bambini/ragazzi!
Famiglia grande!
Casa dei sette nanetti
Casa dei bambini, 26 aprile 2008
… ora dovremmo chiamarla: “Casa dei sette nanetti”. Infatti, sono sette i piccoli che stanno dormendo su di sopra.
Sono le dieci di sera e ho appena fatto la rassegna di ogni stanzetta per controllare se tutto é a posto, se sono ben coperti i nostri piccoli nanetti, ognuno nel suo lettino: Teresita, Juan Manuel, Jhonatan, Sebastian, María René, Víctor Manuel, Evita... Non dovrei dimenticare Antonio, ma lui dorme senza problemi, e poi non é piú un nanetto visto che questa settimana ha compiuto 15 anni. Nell’altra casetta ci sono Jhonatan grande, Gustavo, Anahí, insieme alla mamma Cristina, e al “nonno” Padre José che tra 4 giorni compirá 83 anni.
Cha famiglia originale! Che famiglia bella che il Signore ci ha regalato!
I bimbi sono andati a dormire senza problemi, confortati anche dall’illusione della gita di domani, al laghetto, fuori cittá, dove potranno mangiare pesce e fare un giro sul lago in una specie di barchette.
... ho iniziato da poco a scrivere, ma per due volte sono dovuto tornare di sopra perché Jhonatan appare sulle scale, con le sue scarpette in spalla come se dovesse andare fuori a ballare, visto che é sabato sera. Appena mi sente andar su, fila via di corsa, come un topolino, e si nasconde furbetto sotto le coperte... Una carezza e un bacino, insieme all’ordine di mettersi a dormire senza tante storie...
Qui sotto con me, davanti al video, sdraiata in terra, sulle coperte da gioco dei bimbi, c’é Paola, la mamma di Teresa e VManuel.
Paola ha 23 anni, ed é in fase terminale: pesa poco piú di 30 chili. A mala pena si regge in piedi. Ha chiesto di uscire dall’ospedale per completare la sua vita accanto ai suoi due bambini. Il marito é morto in una casa di cura pochi mesi fa. Ha varie infezioni sparse in tutto il corpo. Quel poco che riesce a mangiare lo vomita quasi subito. Da tre giorni é qui con noi visto che non ha una famiglia che la puó accogliere in queste condizioni... In mezzo a tanti bambini, in questo ambiente bello, cerchiamo di distrarla per tirarla fuori dal suo dramma, che difficilmente si riesce ad immaginare. Cerchiamo di tenerla occupata nelle piccole cose di una casa, come puó essere - per esempio - dare da mangiare alla piccola Teresa. “Voglio stare con i miei bimbi, ma non ho nessuna forza per poterli curare”, mi confessa sconsolata.
... é finito il filmetto di Dumbo e l’accompagno su a letto, con un bicchiere d’acqua e un pannolone. Avevamo preparato una stanzetta per lei e suoi bimbi nell’altra casa, ma poi mi sono reso conto che era meglio tenerla vicina per qualsiasi evenienza. Di notte, infatti, mi chiama varie volte o per portarle acqua, o per consolarla un po’. A volte grida e si lamenta: “Perdonami, oh Dio!” “Dio, ascoltami!”. Vado e le accarezzo la fronte, come faccio con gli altri bimbi: non ho altre medicine per lei...
Appena é arrivata qui a casa, l’abbiamo fatta lavare e le abbiamo dato vestiti nuovi, ma ieri pomeriggio il suo pannolone non ha resistito e se l’é fatta addosso, proprio mentre stavamo lavando i bambini. Un momento di panico generale, ma alla fine ci siamo saltati fuori.
A volte, poche, Paola sorride, con quei suoi denti enormi che fanno effetto sul suo volto emaciato. Oggi ha persino cantato, canzoni di bimbi, insieme ai suoi piccoli. Si vede che é una mamma anche se, come dice lei, non ha piú la forza di dimostrarlo.
Noi le vogliamo bene, come ne vogliamo ai nostri bambini. E l’accompagnamo con tutto il nostro affetto, come accompagnamo i nostri bimbi per il tempo che Dio ha destinato per ognuno.
Non ci facciamo illusioni, ma anche per lei vorremmo un miracolo: il miracolo della vita, il miracolo della gioia, il miracolo dell’arcobaleno che ci avvolge nel nostro sogno di bene per tanti.
Non ci sentiamo eroi o fuori dal mondo. Spesso abbiamo ripetuto che siamo fortunati per queste esperienze che ci tocca vivere e che rendono il cuore grande.
Se un giorno dovremo presentare prove davanti al giudice presso il quale ci hanno convocato le suore, credo che andremo a fare una sfilata, in silenzio, con Paola davanti e tutti i nostri bimbi dietro. Ma quel giorno le suore non ci saranno, protette nella loro vergogna da due azzeccagarbugli...
Da tempo non scrivo...
Ciao!
Da tempo non scrivo... Ora che siamo in tanti qui a casa ne approfitto per riposare un po' e magari riposo anche scrivendo e raccontando un pò della nostra vita quotidiana, che é sempre bella e sempre piena di particolari simpatici. Stasera a tavola ascoltavo con piacere i commenti dei nostri cari amici su ciascuno dei bambini, su come veramente si fanno voler bene, su come sono riusciti a carpire -in poco tempo- i segreti e le particolaritá di ognuno, su come gli stessi bimbi hanno trovato un rapporto speciale con ognuno. E io godo di tutto questo. Godo della
normalitá della nostra vita, godo della nostra famiglia sparsa in tanti angoli del mondo e che piano piano prende contatto con la realtá della casetta dei bambini, qui a Cochabamba. La sera é l'unico momento in cui riusciamo a sederci tranquilli e la conversazione scorre sui temi piú
diversi, come se da sempre ci conoscessimo. C'é tanta sintonia tra tutti ed é bello vedere come ognuno si incarica di un particolare o inventa le cose da fare o da sistemare senza preoccuparsi tanto dei programmi. Poi i programmi li facciamo lo stesso, ma senza stressarci troppo. Dedichiamo tempo al buon cibo, visto che ne abbiamo la possibilitá. Oggi, per
esempio, ci siamo fatti scaloppine ai funghi, per 10 persone, con l'eccezionale spesa complessiva di 2 euro. E c'era da leccarsi i baffi!
E nel pomeriggio, insieme a tutti i bimbi, abbiamo inziato a prepare i sacchettini per la festa di domenica, con tutti: il mercatino con i viveri da distribuire ad ogni famiglia. E' il gioco che piace ti piú ai nostri bambini, quelli che vengono ogni domenica. Abbiamo fatto fuori tutte le
riserve della dispensa. Altri generi ci sono stati regali e buona parte abbiamo comprato. Domenica sará una bella sorpresa per tutti. E nel pomeriggio di domenica ripeteremo la sfida dell'anno scorso: un partitella a calcio Bolivia contro Italia. Siccome siamo in pochi italiani,
quest'anno, chiederemo l'appoggio dell'allenatore della nazionale per rafforzare la squadra campione del mondo e difendere il titolo. Fateci il tifo!
Stasera siamo usciti, con alcuni degli amici, per andare a vedere come stava il bambino che volevano affidarci all'inizio di questa settimana. Ora lo vediamo quasi tutti i giorni. Si chiama Jazmani ed é nato il 21 maggio, proprio come Andrea TSK. La mamma Maria compirá 29 anni il 15 agosto.C'é pure un altro fratellino ammalato, di quasi 2 anni, ed altri 4, non ammalati, che vivono in "hogares". Il bebé non sta molto bene, come si puó immaginare, nelle condizioni in cui vive: in strada, con due genitori ammalati di aids e drogati, con una copertina per proteggerlo dal freddo e latte quando c'é... Non sappiamo bene come intervenire in questa situazione. Intanto, cerchiamo di farci amici della mamma. E poi siamo in contatto con la nostra dottoressa sul tema della salute e dei controlli medici. Il bimbo é piccolissimo.
Una notizia bella é che da 2 settimane Gustavo non vive per strada. E' ospite presso un istituto. Non siamo ancora andati a trovarlo ma lí per lo meno é al sicuro.
Ora vado a letto perché mi sto addormentando sul computere.
Buona notte!!!
Ari
a tutti diciamo GRACIAS, GRAZIE
Ciao, come gia' saprete siamo rientrati prima dalla Bolivia per motivi famigliari.Ci teniamo pero' a scrivere quest'ultima mail per concludere un percorso iniziato quasi due mesi fa. Avremmo voluto avere il tempo di parlarvi dell'ultima piccolina di casa, Maria Rene'; dei ragazzini:Giovanna e della sua brutta storia, di Anahi, la sorella di M.Rene', di Antonio , di Gustavo,di quanto siamo andati a riprenderlo sotto in ponte la settimana scorsa, dopo che era scappato da casa sua. Non abbiamo fatto in tempo, ma quando saremo piu' liberi , a voce, potremo raccontarvi tutto.
Questi sono stati mesi intensi, vissuti a pieno,con delle energie spese, ma con tanta positivita' acquisita. Siamo tornati a casa con il cuore gonfio di tristezza, ma molto piu' grande dove ci stanno dentro tutti i nostri bambini della casa: Manuel, Sebastian, M.Rene' Evita; tutti i bambini del doposcuola, Filomena, la prof.che cucina e Victor Ugo, suo marito, le ragazze: Tania, Marcela, Alessandra, Magali', Vania, Candy e poi i ragazzi della domenica, le famiglie conosciute, e poi Ari, una persona davvero speciale che ha un posto per tutti nel suo cuore, grandi e piccoli.
Ci mancano tutti, per la loro semplicita', per la loro calma, per il loro modo di farci sentire in famiglia, per la loro bonta'. Di ognuno abbiamo portato un ricordo speciale, un'espressione, un sorriso e a tutti diciamo GRACIAS, GRAZIE davvero per averci aiutato a vivere questo periodo nel migliore modo possibile, con tanto affetto intorno e per capire, ancora di piu' che la ricchezza riempie le case, gli armadi, i garage, ma non il cuore.
Un abbraccio a tutti in Italia e in Bolivia
betty e pino
viaggio a Via Requate'
Ciao!
Siamo appena ritornati dal viaggio a Via Requaté. E' andata molto bene e abbiamo visto tutti i bambini. Siamo molto contenti, oltre alla stanchezza di questa giornata, piena e bella. Abbiamo portato regalini (150!) e latte per tutti i bambini e le famiglie, con una piccola festa inventata
sull'atrio della scuoletta. Per ogni famiglia c'era un pacchetto di medicine, le piú urgenti. Abbiamo pure pregato davanti ai luoghi dove sono sepolti David e Luciano. Per David c'erano pure fiori, cosa molto significativa. Per quanto riguarda la salute dei bambini, Ari Severino é
quello che sta peggio e venerdí entrerá in ospedale, speriamo entri pure la mamma (abbiamo lasciato i soldi perché possano affrontare il viaggio).
Anche Raquel, la piccola a cui abbiamo dato il nome, dovrá entrare in ospedale per
ricuperarsi da una forte denutrizione. Dall'ospedale é uscito proprio oggi Ezequiel. Ho parlato con la dottoressa e mi ha tranquillizato sul suo stato di salute. Pure Silvana dovrá farsi vedere dal medico perché ha una grave infezione all'orecchio. Linda sta bene, sempre molto timida, ma un po' piú grassetta. Con la mamma é nato un bel rapporto. Alla fine ci voleva regalar
una coscia di maiale silvestre del posto, appena arrostita. Ma l'abbiamo lasciata a loro che ne hanno piú bisogno di noi. Mariano uno spettacolo di bellezza e simpatia, insieme a Remi. Tutti e due erano a scuola e ci sono corsi incontro appena ci hanno visto. Ximenita é venuta con noi in macchina, insieme alla sua famiglia, e pure lei avrá bisogno di rinforzare l' alimentazione. La famiglia ci ha regalato un grappolo di banane una cesta di mandarini. Tutti segni belli. Abbiamo visto anche i due fratellini diMariana che vivono con la nonna e stanno bene di salute. Tutti vorrebbero che tornasse Mariana al villaggio, ma noi non ne vogliamo sapere! Sulla sua
mamma le notizie sono frammentarie e contraddittorie, ma di certo non vive da tempo nel villaggio.
E poi il tema doloroso di Ramona. C'erano la sua mamma, la sorella, il fratellino e i suoi zii. Tuttti ce l'avevano con me, anche per il fatto che non avevamo portato con noi la figlia. Meno male che tutta l'altra gente del villaggio ci appoggiava e tutti sono d'accordo che non é bene riportare Ramona al villaggio. Il signore che la sfruttava é in carcere a Cochabamba con una pena di 5 anni, per adesso.
Sulla canoa, al ritorno, ci ha sorpresi la pioggia, per cui ci siamo inzuppati per bene. All'andata, invece, abbiamo intravisto una tigre che attraversava a nuoto il fiume. Qui esistono le tigri, ma sarebbe meglio chiamarle ghepardi di montagna. Peccato che non abbiamo potuto farle una
foto...
Cosí tra avventure e abbracci di bimbi, me ne vado a letto stanco morto.
Domani vedremo le foto.
Buona notte!
Ari



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