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Casa de los Niños, 6 agosto 2010

aristide (06/08/2010 - 23:07)

Sono stato in silenzio in questi giorni anche se avrei voluto comunicare subito il miracolo che è avvenuto quasi d’improvviso e che da tempo tutti aspettavamo: dopo alcuni incontri per mettere per iscritto l’accordo, mercoledì scorso, insieme alla Suora che mi vendette il terreno quasi 4 anni fa, siamo andati presso 4 tribunali per depositare il documento che mette fine a tutti i processi. L’abbiamo fatto insieme in modo da chiudere una volta per tutte questa assurda e triste storia.

 

Sí, tutto è finito: la Superiora delle Suore Francescane di Hallein, Anna Schmidhuber, ha firmato il documento con cui vende all’Associazione “Casa de los Niños” il terreno al prezzo che già abbiamo pagato da oltre tre anni.

 

Non sembra vero, come diceva qualcuno, ma è proprio tutto finito!

 

Viene da chiedersi il senso di questa storia assurda, ma non è il caso di perdere altro tempo. Guardiamo fuori dalla nostra finestra, quella dei sogni realizzati, guardiamoci negli occhi o scriviamoci per dire solo: grazie! era ora! che bello!

 

Oggi è festa in Bolivia, festa della nazione che compie duecento anni di libertà.

 

Vorremmo pure noi fare festa con tutti per celebrare questo momento che significa sperimentare il senso profondo della libertà, della liberazione da pesi insopportabili, e speriamo davvero di fare festa con tutti, prima o poi.

 

Devo ammettere che sperimento un incredibile senso di sollievo e che la stessa sensazione desidero comunicare a tutti.

 

Vorrei pure chiedere a ognuno di leggere nel fondo del proprio cuore la storia di questi anni condivisi a distanza per ritrovare lì il seme della gioia, della speranza e del bene nonostante tutto. Infatti, come spesso abbiamo scritto, il bene ha vinto anche questa volta. Noi non siamo più bravi né migliori di nessuno. Ci interessa il bene, ci interessano le cose buone, ci interessa aiutarci a vedere insieme le cose buone e vere con gli occhi del cuore partendo proprio dalla nostra esperienza di debolezza.

 

Stamattina mi è venuta incontro María René (6 anni), tutta vestita a festa, per abbracciarmi.

 

Stamattina è stata dimessa dall’ospedale la piccola Emili (3 anni, quasi) dopo 10 giorni di cure per frenare la sua leucemia.

 

Stamattina, appena svegliato, mi ha salutato felice l’altra piccola, Carolina (4 anni), l’ultima arrivata che ha sempre il volto sorridente.

 

Stamattina ho baciato il piccolo David che mi stava aspettando nella sua culla, pronto per la colazione.

 

AIDS, leucemia, idrocefalia, ..., bimbi nostri, bimbe nostre che in qualche modo hanno vissuto il nostro dolore di questi anni, ma che senza dubbio hanno sperimentato molto più dolore del nostro nelle loro brevi vite mi riportano alla realtà della nostra casa e della nostra esperienza per non fermarci a giudicare, per riprendere insieme la storia bella che ci accomuna, per continuare a costruire insieme questo sogno che non è per noi, per la nostra realizzazione personale, ma per abbracciare chi incontriamo sul nostro cammino e per condividere la speranza.

 

 

... L’altro giorno, quando ci siamo ritrovati -dopo anni- con la Suora e io le ho chiesto scusa, lei ha voluto sapere del nostro Centro. Quando le ho detto che qui vivevamo quasi 300 persone, lei ha commentato: “Allora, il sogno va avanti”.

 

Sí, il  sogno va avanti, ed anche la gioia...

 

 

cena beneficenza castellarano

(03/07/2010 - 12:38)

martedì 6 luglio - presso la festa PD - Castellarano

UNITI PER LA BOLIVIA

Info Grazia 338/1493245 fausto 335/7802883

9 febbraio 2010

aristide (09/02/2010 - 00:32)

Undici anni fa, il 9 febbraio del 1999, atterrai a Cochabamba, più o meno a quest'ora: le nove di sera. Alcuni amici erano ad aspettarmi all'aeroporto. Arrivavo da Santiago del Cile. Ricordo che ero felice di questo nuovo destino per la mia vita e l'avevo desiderato.

La Bolivia è diventata la mia patria e in questi giorni ho chiesto la nazionalità boliviana. Da quando li ho conosciuti, mi sono sempre piaciuti questo popolo e questa terra. Mi sono sempre sentito molto accolto e non ci è voluto molto per sentirsi parte di una famiglia di amici.

Il percorso di questi anni mi ha condotto qui nel nostro villaggio che oggi ha accolto di nuovo Ramona, delle tribú degli Yuquis, e probabilmente un bimbo nuovo, figlio di Martha e Candido, fratellino di Carlos, Hilda, Lidia e Juanito (qualche ora fa, infatti, abbiamo portato in ospedale la mamma che deve subire un parto cesareo, ma non sappiamo se è già stata operata). Loro sono la prima famiglia che si è trasferita nel villaggio arcobaleno, in febbraio di due anni fa. Loro sono i soggetti del racconto sul buon samaritano che mandai l'anno scorso, e credo che Hilda è il soggetto della bellissima favola che ha fatto il giro di tante scuole nel reggiano.

Oggi siamo in 245 a vivere nel nostro villaggio!

Io mi sento fortunato a vivere qui. Ho avuto la fortuna di veder spuntare ogni casa, di cogliere l'emozione di ogni arrivo, di condividere la sorpresa di ognuno che veniva a visitarci o a stare con noi.

Pure io mi emoziono e mi stupisco quando passeggio per il villaggio, verso sera o al mattino presto, e sento i bimbi che mi chiamano o le famiglie che mi salutano, e poi rientrano dentro casa per la cena o per la colazione.

Mi emoziono e mi scervello pensando ai nuovi passi che ogni giorno ci attendono.

Mi commuovo quando vedo che la nostra gente è felice, che i nostri bimbi scorrazzano contenti, che le mamme si aiutano l'un l'altra, che insieme troviamo il tempo per pensare a chi ha meno di noi, che non ci facciamo scoraggiare dagli inconvenienti e dai nostri errori.

E che ogni giorno sperimentiamo nuove conquiste.

E provo pure un sottile orgoglio interiore quando guardo dalla nostra finestra magica, quella dei sogni realizzati, e scopro che il bene coinvolge e trascina tanti.

Il mio desiderio pazzo, dopo 11 anni, è quello di vedere atterrare il famoso aereo che porta qui tutti quelli che hanno contribuito alla realizzazione di questo sogno. Magari, anche più di un aereo, o forse aerei diversi in anni diversi per via delle ferie e degli impegni personali di ognuno. Ma credo che ci sia davvero un bisogno per tutti di stringerci in un abbraccio di ringraziamento muto per quello che i nostri occhi contemplano.

Sí, siamo in 245! Siamo appena andati con Candido all'ospedale e abbiamo trovato Martha insieme alla figlioletta appena nata. Evviva! Benarrivata, piccola senza nome!

cena pro bolivia a castellarano

aristide (29/06/2009 - 23:52)


visita della nazionale di calcio boliviana

aristide (25/08/2008 - 23:22)


Hei, ragazzi!
Forse indovinate da soli....

Un po' di invidia non guasta!

Ari e bimbi

Insieme agli amici della nazionale boliviana di calcio. Auguri per la prossima partita!

Non si vedono ,peró ci sono gli autografi dei giocatori e degli allenatori nel nostro striscione ed anche nella maglietta dell'associazione!

Non vi sembra bello?

I bimbi hanno giocato a calcio nello stesso campo felici tutto il pomeriggio. Proprio un bel regalo di William!

 

 

Tag: calcio,nazionale,bolivia

Da tempo non scrivo...

aristide (11/08/2007 - 23:14)

Ciao!
Da tempo non scrivo... Ora che siamo in tanti qui a casa ne approfitto per riposare un po' e magari riposo anche scrivendo e raccontando un pò della nostra vita quotidiana, che é sempre bella e sempre piena di particolari simpatici. Stasera a tavola ascoltavo con piacere i commenti dei nostri cari amici su ciascuno dei bambini, su come veramente si fanno voler bene, su come sono riusciti a carpire -in poco tempo- i segreti e le  particolaritá di ognuno, su come gli stessi bimbi hanno trovato un rapporto speciale con ognuno. E io godo di tutto questo. Godo della 
normalitá della nostra vita, godo della nostra famiglia sparsa in tanti angoli del mondo e che piano piano prende contatto con la realtá della casetta dei bambini, qui a Cochabamba. La sera é l'unico momento in cui  riusciamo a sederci tranquilli e la conversazione scorre sui temi piú 
diversi, come se da sempre ci conoscessimo. C'é tanta sintonia tra tutti ed é bello vedere come ognuno si incarica di un particolare o inventa le cose da fare o da sistemare senza preoccuparsi tanto dei programmi. Poi i  programmi li facciamo lo stesso, ma senza stressarci troppo. Dedichiamo  tempo al buon cibo, visto che ne abbiamo la possibilitá. Oggi, per 
esempio, ci siamo fatti scaloppine ai funghi, per 10 persone, con l'eccezionale spesa complessiva di 2 euro. E c'era da leccarsi i baffi!
E nel pomeriggio, insieme a tutti i bimbi, abbiamo inziato a prepare i  sacchettini per la festa di domenica, con tutti: il mercatino con i viveri  da distribuire ad ogni famiglia. E' il gioco che piace ti piú ai nostri  bambini, quelli che vengono ogni domenica. Abbiamo fatto fuori tutte le 
riserve della dispensa. Altri generi ci sono stati regali e buona parte  abbiamo comprato. Domenica sará una bella sorpresa per tutti. E nel  pomeriggio di domenica ripeteremo la sfida dell'anno scorso: un partitella  a calcio Bolivia contro Italia. Siccome siamo in pochi italiani, 
quest'anno, chiederemo l'appoggio dell'allenatore della nazionale per  rafforzare la squadra campione del mondo e difendere il titolo. Fateci il  tifo!
 Stasera siamo usciti, con alcuni degli amici, per andare a vedere come stava il bambino che volevano affidarci all'inizio di questa settimana. Ora lo vediamo quasi tutti i giorni. Si chiama Jazmani ed é nato il 21 maggio, proprio come Andrea TSK. La mamma Maria compirá 29 anni il 15 agosto.C'é pure un altro fratellino ammalato, di quasi 2 anni, ed altri 4, non ammalati, che vivono in "hogares". Il bebé non sta  molto bene, come si puó immaginare, nelle condizioni in cui vive: in strada, con due genitori ammalati di aids e drogati, con una copertina per  proteggerlo dal freddo e latte quando c'é... Non sappiamo bene come  intervenire in questa situazione. Intanto, cerchiamo di farci amici della  mamma. E poi siamo in contatto con la nostra dottoressa sul tema della  salute e dei controlli medici. Il bimbo é piccolissimo.
Una notizia bella é che da 2 settimane Gustavo non vive per strada. E' ospite presso un istituto. Non siamo ancora andati a trovarlo ma lí per lo  meno é al sicuro.
Ora vado a letto perché mi sto addormentando sul computere.
Buona notte!!!
Ari

sono partiti per la Bolivia i nostri associati

aristide (28/07/2007 - 22:56)

oggi sabato 28  luglio sono partiti per la Bolivia i nostri associati:  Ilenia Notolieri , Patrizia Bertolani , Romani Francesca , e Toni Enrico ; per quattro settimane saranno loro ad aggiornarci sulla vita della nostra Casetta .

pizze presidenziali

aristide (11/06/2007 - 23:10)

Hola,qui tutto bene.Domenica e' stata una giornata particolare, che sarebbe dovuto essere speciale, ma alla fine e' stata solo una bella domenica con tanti bimbi e le famiglie in attesa. Di chi' ? Del Presidente della Bolivia, Evo Morales, che ieri  avrebbe dovuto farci visita. Ma partiamo dall'inizio.Tutto e' cominciato con un passaparola.La signora che viene a preparare  il pranzo ai bambini del doposcuola, Filomena, una bella persona, e' una insegnante d matematica in pensione che aveva tra i suoi ragazzi quello che sarebbe diventato un allenatore della nazionale boliviana, William Ramallo, che conosciamo anche noi e che ogni tanto viene a fare visita perche' ha intenzione di costruire qui un campo dove allenare i bambini della scuola calcio e che naturalmente sara' a disposizione anche di questi ragazzi. Proprio Ramallo, che conosce il presidente deve avergli parlato del suo progetto e di quello che fa Ari. Evo Morales, che dicono , sia una persona molto informale e disponibile aveva promesso che appena fosse stato a Cochabamba ci avrebbe fatto visita. Ieri era in citta' e tutto faceva supporre che sarebbe venuto. La settimana scorsa si avevano avvisati e piano, piano, sono iniziati i preparativi. Nienti di importante, anche perche' la nostra vita si concentra sui bambini e sulle loro necessita', ma piccole cose: sistemare il giardino, tinteggiare i sassi  per scrivere "casa de los niños" , prevedere un piccolo regalo da preparare con i bambini,cosa servire come rinfresco... Ieri eravano pronti:  al mattino i bambini, circa 170, avevano preparato le loro lettere da consegnare al presidente, la foto che Ari aveva preparato con i saluti dei bimbi di casa e dei villaggi  era pronta, la pasta della pizza pure e il forno era acceso. Alle 14 siamo partiti con le pizze, sperando che l'ospite arrivasse. Niente, ci siamo mangiati, quasi, tutte le "pizze presidenziali" come le ha definite Tania,peraltro venute buonissime,ma di Evo, come lo chiamano qui, nessuna notizia. Alle 16 i bambini hanno cominciato ad andarsene e alle 18 pure  i ragazzi e le ultime famiglie. Alle 21, mentre eravano a cena ci si chiedeva se questo e' un'eccezione o la prassi. E' la prassi, pare, dare appuntamenti e non rispettarli fa parte di questa informalita' che caratterizza questo presidente. Non e' venuto domenica, verra' un'altra volta, quando avra' l'occasione. Anche questa e' Bolivia!!
Un salutone grosso a tutti e alla prossima.        
betty y pino

un po' di storia

aristide (22/03/2007 - 23:11)

LA CASA DE  LOS NIÑOS, COCHABAMBA, BOLIVIA

- Un po’ di storia.
Io, Aristide Gazzotti, sono in Bolivia da oltre 8 anni. I 10 anni precedenti li ho vissuti in Cile. Sono professore di teologia, part-time, all’Universitá. I primi anni, insieme ad alcuni amici, avevamo una casa in affitto nel centro della cittá di Cochabamba e lí ho conosciuto la realtá di tanti bambini che scappavano di strada e vivevano sotto i ponti o sotto i portici, favoriti anche dal clima sempre temperato di questa cittá. Molti di loro fuggivano da “hogar” (centri di accoglienza) perché preferivano la vita avventurosa e senza impegni offerta dalla strada. Nel novembre del 2000, per la prima volta, ho dato ospitalitá a un bambino di 9 anni, Juan Carlos, che era fuggito da casa e proveniva da un’altra cittá. Si rifugiava da noi di notte e di giorno lavorava come custode di automobili. Dopo 3 mesi, abbiamo rintracciato la famiglia e l’abbiamo accompagnato, con il suo consenso, presso i genitori. Da allora abbiamo mantenuto i contatti con Juan Carlos e la sua famiglia. Lui ora sta finendo gli studi ed é di aiuto per la famiglia molto povera.

- Ragazzi di strada
Questa prima esperienza positiva mi ha spinto a provare con il reinserimento di altri bambini di strada che nel frattempo avevo conosciuto. Nel giro di due anni, ho ospitato nella mia casa, temporaneamente, oltre 100 bambini. La maggior parte é rientrata presso la propria famiglia. Con tutti é rimasto un rapporto bello e profondo. Il fatto di prendere contatto e di sostenere la famiglia di questi bambini mi sembrava la base necessaria per garantire la continuitá dei rapporti affettivi. Un fatto importante. All’inizio di agosto del 2003 sono venute a visitarmi in Bolivia Luciana ed Elisa, di Roteglia, che avevano sentito parlare della vita che facevo. Proprio in quel periodo avevo affittato una casa grande nella periferia di Cochabamba. Una casa bella, con tanto giardino e persino una piscina. Era un momento in cui, per il trasferimento, non viveva nessun bambino con me. Essendo la casa tutta vuota, a loro due é venuto in mente di aiutarmi a “mettere su casa”, curando ogni particolare con gusto e armonia.

- Casa de los niños
Pensavano fermarsi da me solo alcuni giorni, ma alla fine sono state per piú di un mese. Possiamo dire che allora, e insieme a loro, é nata “la casa de los niños”. Con loro sono entrati nella nostra casa altri bambini/e anche piccoli. E hanno iniziato a frequentare la casa anche i bambini piú poveri del settore. Ogni domenica avevamo piú di 100 bambini che ci accompagnavano. La piscina era la scusa perché potessero, oltre che divertirsi, anche lavarsi. Abbiamo cosí allestito una stanza in cui c’erano 2 docce con acqua calda, e armadi con vestitini adatti per poter cambiare i bambini.

- Inizi dell’Associazione
Di ritorno in Italia, Luciana ed Elisa hanno diffuso la nostra esperienza e da allora si é allargato il circolo di amici che ci conoscono a distanza e ci sostengono con tanto affetto e simpatia. Negli ultimi 3 anni, infatti, hanno continuato a venire a visitarci gruppetti di amici di Roteglia e di Tressano. In questo io vedo l’inizio della attuale Associazione Onlus.
Qui in Bolivia sono gli amici della Comunitá di Sant’Egidio quelli che ci accompagnano volontariamente e concretamente per la realizzazione delle nostre attivitá.

- Bambini in carcere con la mamma
In questi anni, abbiamo pure preso contatto con i bambini che vivono in carcere con la loro mamma. Da allora, sono oltre 60 quelli che conosciamo e che partecipano alle nostre attivitá. Di tutti i bambini che frequentano la nostra casa conosciamo la famiglia e la situazione economica e sociale in cui vivono. In media, le famiglie sono composte da 6 figli e vivono in stanze di fango e paglia su una superficie totale di 15 m2. Con i bambini svolgiamo soprattutto attivitá educative (doposcuola), ricreative e seguiamo il loro stato di salute. La nostra casa dispone, infatti, di una piccola ma rifornita infermeria, curata da un medico amico. Ogni giorno funziona una piccola mensa per i bambini piú abbandonati.

- Tribú Yuquis
Nell’ottobre del 2004 l’ospedale pubblico di Cochabamba ci ha chiesto aiuto nel caso di un bambino di 7 anni, proveniente da una tribú amazzonica (gli Yuquis), gravemente ammalato di tubercolosi e fortemente denutrito. Da allora lui é stato con noi finché la malattia ha vinto e ce lo ha strappato al cielo. David, cosí si chiamava, ci ha aperto le porte di questa tribú in estinzione, formata da un centinaio di famiglie, con tanti bambini ammalati. Continuamente vengono da noi (o noi andiamo da loro, dopo un avventuroso viaggio in canoa sul fiume): li alloggiamo e li accompagniamo nei tramiti ospedalieri. Siamo il loro punto di riferimento costante. Soprattutto, siamo loro amici. Due di questi bambini vivono attualmente con noi.

-Villaggi dell’altipiano, a 4000 metri
Fin dall’inizio della nostra esperienza, le circostanze ci hanno messo in contatto con due villaggi dell’altipiano boliviano, tra i piú poveri e abbandonati del sudamerica, con un reddito annuo di meno di 300 euro. In uno di questi villaggi (Karpani) abbiamo messo su una scuoletta con un professore amico che  parla la loro lingua e una mensa per i bambini piú piccoli. Quest’anno abbiamo costruito casette nuove per ognuna delle 26 famiglie del posto. Nell’altro, di nome Ñuñumayani, abbiamo costruito un asilo e stiamo rifacendo i tetti delle case per le 54 famiglie del luogo.

- Centro Educativo sulla Collina di Buena Vista, nella periferia sud di Cochabamba
Da poco arrivato in Bolivia, ho conosciuto una zona molto abbandonata della periferia sud di Cochabamba e la gente del posto mi ha chiesto aiuto per potere costruire una scuola per i molti bambini del settore, lontani dal centro e le cui famiglie erano emigrate dai villaggi sperduti dell’altipiano. Sempre in quel periodo, ho avuto la fortuna di conoscere una signora boliviana residente negli Stati Uniti insieme al marito. Con loro é nata una bella amicizia e il frutto concreto di questa amicizia é stata la creazione, nel giro di pochi anni, di un centro integrale educativo per oltre 1.000 bambini e ragazzi di quel settore prima abbandonato: Buena Vista. Il Centro comprende una scuola, con 24 aule, un asilo, con 6 aule, un forno che gestiscono le mamme dei bambini, un consultorio medico in fase di allestimento e una chiesetta per tutta la zona. Dalla nostra casa riusciamo a mantenere i contatti con le autoritá della scuola per garantire una buona educazione di tutti quei bambini. L’amicizia con Emma e Benoit, gli amici che vivono negli Stati Uniti, continua ancora, bella e confortante, e grazie a loro abbiamo ricevuto anche tanti stimoli e aiuti concreti per poter portare avanti le iniziative delle nostra casetta.

- Bambini con AIDS
In febbraio del 2006 l’Ente locale per i minorenni ci ha affidato una bambina di 2 anni colpita da AIDS visto che né la famiglia né altre istituzioni avevano il coraggio di farsene carico. Oggi, 19 marzo, María René sta bene e compie 3 anni, e per la prima volta potrá festeggiarlo in una casetta, in una famiglia, insieme a tanti altri bambini tra cui pure Sebastian, pure lui ammalato di AIDS, Juan Manuel di 1 anno, Isabel di 4 anni, entrambe abbandonati dai genitori, e che da alcuni giorni vivono nella nostra casetta.

- Nascita ufficiale dell’Associzione “Casa de los Niños”
In maggio del 2006 é stata approvata ufficialmente la creazione della nostra Associazione Onlus, legata soprattutto alle persone che sono venute a farci visita in questi anni qui in Bolivia o che ci seguono dall’Italia con un affetto tutto speciale.

- Terreno in proprietá
A ottobre del 2006, dopo anni di vagabondaggio da una casa all’altra, ci é stata offerta, nella periferia di Cochabamba, proprio dove agiamo con la maggior parte delle famiglie povere nostre amiche, una proprietá di oltre 45.000 m2, con due casette ed altri ambienti da restaurare. Da gennaio di siamo trasferiti in questa proprietá che da domani diventerá ufficialmente proprietá della nostra Associazione (il 20 marzo firmeremo il documento di trasferimento).

- Il futuro: il villaggio arcobaleno
Uno dei sogni che ha suscitato l’esperienza di questi anni é il desiderio di poter dare una casa alle famiglie dei nostri bambini, le famiglie piú povere che abbiamo conosciuto. Nei mesi di inverno i bambini sono sempre ammalati perché le loro casette non hanno protezione, spesso senza vetri e a volte senza porte e i bambini sono senza alimentazione adeguata. Si tratta di oltre cento famiglie in grave necessitá.
Questa nostra proprietá ci offre la possibilitá di costruire le casette per le nostre famiglie e allo stesso tempo ci permette di vivere accanto a loro con la “casa dei bambini” e tutti i servizi annessi. Infatti, ci sembra indispensabile poter crescere insieme, nello stesso habitat, per affrontare insieme i problemi di ogni giorno, condividendo l’esperienza di una famiglia grande.
L’idea é quella di costruire un villaggio, a cui abbiamo dato il nome per noi significativo di “villaggio arcobaleno”, con la casa de los niños al centro, e attorno 134 casette per i bambini e le loro famiglie conosciuti in questi anni, casette piccoline, di 60 metri quadrati, tutte uguali e belline, con gli ambienti necessari perché ognuno dei membri possa vivere lí degnamente. In un primo tempo, le famiglie riceverebbero le case in comodato, con un regolamento speciale per poterne usufruire, praticamente con un contributo minimo mensile (tema che stiamo definendo legalmente in questi giorni).
Nello spazio della nuova proprietá vorremmo pure le casette per i bambini ammalati di AIDS e di tubercolosi, per ricomporre, nella misura del possibile, le loro famiglie, e per accoglierli bene. Vorremmo una casa-famiglia per i bambini abbandonati o in difficoltá che ci vengono affidati per un periodo. Vorremmo una casetta per le persone di passaggio, tanto dell’altipiano come della zona tropicale. Abbiamo in mente una scuoletta per i bambini che sono costretti sin da piccoli a lavorare e che, senza istruzione, saranno emarginati per sempre. In questo senso, abbiamo giá iniziato in queste settimane una scuoletta per 15 ragazzini/e, che non sanno né leggere né scrivere.
Vorremmo un piccolo consultorio medico, per le tante necessitá di salute che continuamente affrontiamo. Sogniamo un salone multiuso, per realizzare le attivitá principali di appoggio ai bambini nei giorni di maltempo. Vorremmo una piscina grande perché quando ne avevamo una piccolina l’abbiamo sfruttata a piú non posso, e bambini ne erano felicissimi. Vorremmo tanto spazio verde ben curato, con campetti e parco-giochi, per lo svago e il divertimento sano dei bambini. Pensiamo pure in laboratori, soprattutto per dare lavoro alle mamme dei nostri bambini, in modo che possano essere di sostegno per le loro famiglie. E non vogliamo dimenticare gli ambienti per tutti gli amici che continueranno a venire dall’Italia (o da altri Paesi!) a visitarci e a darci una mano.

L’idea di fondo é quella di mantenere l’amicizia concreta con tutte le persone conosciute in questi anni, tanto i bambini di strada, come i bambini ammalati o in carcere, e con tutte le loro famiglie, spesso prive di speranza. Con tutti vorremmo condividere la nostra vita e quello che abbiamo, in uno spirito di vera solidarietá umana.

C’é inoltre un aspetto importante da tener presente.
Noi non ci sentiamo bravi o soddisfatti per quello che facciamo.
Noi ci sentiamo contenti perché la condivisione e l’esperienza di questi anni hanno creato un circolo grande, grande di amici, soprattutto intorno a Roteglia, Toano e Tressano, Sassuolo e Casalgrande (incluso Houston ed altri paesi, non vorrei dimenticare nessuno, ma da troppi anni sono lontano dall’Italia e non ricordo bene i nomi). E l’amicizia costruita in questi anni vale molto piú delle azioni concrete che magari realizziamo o che abbiamo in mente perché quella veramente edifica il cuore di ognuno di noi e lo rende sveglio e capace di vibrare per sempre a favore di altri fratelli e sorelle piú piccoli e meno fortunati di noi, capace di riaccendere la speranza e il sorriso nel loro cuore. Credo che questa sia una luce bella che illumina per sempre la nostra vita.